giovedì 7 aprile 2011

Overhaul di Steve Rattner, Libro che fa arrabbiare Marchionne

Steve Rattner - Overhaul
Le litigate di Marchionne con i sindacati americani, il piano B del governo Usa: mollare tutto alla Gm. La trattativa Fiat-Chrysler-Casa Bianca raccontata da Rattner, mediatore di Obama
«Io osservai la faccia di Ron Gettelfinger ndr] avvampare e irrigidire i muscoli della mascella quando si rese conto che Sergio voleva ridefinire l'intero accordo, Infine parlò. "Voi" disse, con la voce che cresceva di tono, "siete quelli con due case. Noi siamo gente semplice, persone medie. Noi stiamo solo tentando di vivere e ci viene chiesto troppo". Era arrabbiato con la task force, con la Chrysler, ma specialmente con la Fiat. Puntando il dito verso Sergio, Gettelfinger disse gelidamente, "noi avevamo un accordo"».
Il ruolo di Rattner
E' un passaggio del libro di Steve Rattner - Overhaul, Houghton Mifflin Harcourt, 2010 - di cui qui riassumiamo, per il lettore italiano, la natura e le ragioni delle scelte finali fatte dall'amministrazione Obama nel salvataggio dell'industria dell'auto di Detroit, con particolare attenzione alla Chrysler e al ruolo di Sergio Marchionne. Steven Rattner è stato consulente del segretario del Tesoro statunitense Timothy Geithner dal febbraio al luglio del 2009, per guidare il salvataggio dell'industria automobilistica statunitense, come capo della task force presidenziale sull'industria dell'auto. Rattner, ex giornalista del New York Times, membro della comunità finanziaria Usa, esperto in investimenti di private equity, cioè di investimenti societari non necessariamente mediate dalle azioni di Borsa, e in fusioni e acquisizioni di società, nulla sapeva dell'industria dell'auto. Nel luglio del 2009 viene costretto a lasciare il ruolo di consulente dell'Amministrazione per un'inchiesta della Sec, l'autorità di borsa di Wall Street, per un'accusa di truffa ai danni di un fondo pensioni di New York. Archiviata la settimana scorsa dopo che Rattner ha accettato di pagare 6,2 milioni di dollari.
«Subito il 35%»
Il racconto di Rattner va riportato quasi integralmente perché rende giustizia delle tante favole raccontate dalla stampa italiana. Dopo il primo scontro con Gettelfinger, il capo di Uaw, la trattativa sulla Chrysler proseguì in vari incontri per cercare di raggiungere un accordo entro la data limite del primo maggio. Da un lato vi era l'assetto proprietario. La trattativa con Marchionne con il governo fu difficile; pretendeva, senza investire un centesimo, di avere il 35% di proprietà sin dall'inizio a fronte del contributo in tecnologia ed esperienza manageriale. L'accordo finale fu che la Fiat acquisiva il 20%, poi a certe condizioni un altro 15%, e che passo dopo passo, ognuno dei quali verificabile, poteva salire sino al 49% e di lì non muoversi fino a che il debito col Tesoro non fosse stato pienamente ripagato.
Dall'altra vi fu la trattativa, mediata dal governo, con il sindacato. Il termine «mediata» è improprio perché il governo era doppiamente vincolato, dalle tre condizioni iniziali e dalla raccomandazione di Obama di essere duri con tutte le parti interessate. E anche per venire a patti con il furore politico che la decisione di salvataggio con denaro pubblico aveva scatenato nel parlamento e nel paese. Il sindacato quindi si trovò ad affrontare una doppia pressione. Marchionne, che aveva assicurato tutti di non vedere nessuna difficoltà a trovare un accordo con il sindacato, nelle parole di Rattner si trasformò: il dottor Jekyll divenne il mister Hyde.
Marchionne si mise a fare una conferenza al presidente del sindacato sulla necessità di una «cultura della povertà» contro una «dei diritti» (entitlement), attaccando in modo particolare i benefici sanitari dei pensionati e la cosa peggiorò ulteriormente quando lui si mise a spiegare i cambiamenti che voleva nel contratto. Cambiamenti che lui chiamava «tweaks»: in gergo motoristico sono i piccoli aggiustamenti finali per fare funzionare meglio un motore.
Finisce in rissa
I «tweaks», una volta calcolati, corrispondevano ad un taglio di 5$ all'ora. Gettelfinger gli rispose a muso duro: «Perché non viene con me a spiegare a una vedova di 75 anni che non può avere un operazione chirurgica e che lei ha ucciso suo marito?». L'incontro terminò in una rissa. La situazione continuò così anche se Gettelfinger sapeva di essere in un angolo. La fase finale degli accordi riguardò il fondo sanitario per i dipendenti e le paghe.
Il primo è il Voluntary Employee Bneficiary Association (Veba), il fondo cioè creato nel 2007 da un accordo tra la Chrysler e il sindacato, per gestire i benefici sanitari dei pensionati. L'accordo prevedeva una contribuzione una tantum di 8,8 miliardi di dollari dopo di che il tutto sarebbe passato sotto la responsabilità del fondo Veba. Nel dicembre del 2008 la seconda delle condizioni dell'accorso si traduceva nella trasformazione di metà di quei soldi, cioè 4,25 miliardi di dollari, da un versamento in denaro contante alla cessione di azioni.
Il governo americano, avendo fatto l'accordo con la Fiat per un totale massimo del 35% delle azioni, doveva allocare il restante 65%, con l'obiettivo di mantenere una posizione assolutamente minoritaria.
A chi dare le azioni? I creditori sembravano poco interessati e quindi si decise di darne il 55% al fondo Veba che poteva designare un membro nel board della Chrysler, approvato dal sindacato, senza diritto di voto. Per la parte pagata in denaro contante l'accordo prevedeva pagamenti annuali dal 2010 al 2019. Il sacrifico pagato dai lavoratori venne calcolato, dal team governativo, pari a un taglio del 40% del piano sanitario. Alla fine, lite dopo lite, l'accordo fu firmato.
«Sergio deve comprendere»
Per dare il senso di quanto era accaduto, Rattner racconta che quando il consulente e negoziatore della Fiat porse la mano a Gettelfinger, in nome e per conto di Marchionne che non era presente, egli si rifiutò di stringerla dicendo: «Questo accordo ferisce molta gente (hurts people), questo è qualcosa che Sergio deve comprendere, non è il momento di essere contenti (feel good)». La cosa generò qualche agitazione anche il giorno dopo e poiché il consulente della Fiat non capiva la durezza della reazione, allora il rappresentante del governo, un veterano delle ristrutturazioni industriali dell'acciaio, gli spiegò: «Voi avete appena cancellato cento anni di contrattazione collettiva».
Sulle paghe la trattativa fu ancora più piena di astio e veleno. Essa si svolse in parallelo a quella tra la Fiat e il management Chrysler, che non fu da meno visto che Marchionne non riconosceva più l'accordo di febbraio e la delegazione governativa faticò non poco per trovare un'intesa. Per quanto riguarda le paghe, cioè la terza condizione, non si trovava un accordo malgrado fosse chiaro che le paghe base non erano così differenti da quelle delle fabbriche dei costruttori giapponesi. C'erano altre sorgenti di costo e un sistema di classificazione professionale particolarmente intricato.
Paghe dimezzate
Nel 2007 vi era stato l'accordo che consentiva, entro una determinata percentuale massima, di assumere dei lavoratori con una paga dimezzata, 14 contro 28 dollari/ora. Il sindacato accettò di alzare la percentuale di lavoratori assumibili, ma ciò non bastava alla Fiat. Di qui la proposta della delegazione governativa, prima presentata a Marchionne, poi a Gettelfinger, di una tregua sindacale per due contratti, un congelamento delle paghe sino a tutto il 2011 e dopo un arbitrato obbligatorio che verificasse l'allineamento delle paghe con le fabbriche dei giapponesi.
Malgrado questo pacchetto Marchionne disse prima sì, poi no, poi tornò in Italia e infine accettò. Gettelfinger ci pensò un'ora, poi, consapevole che l'alternativa era solo il fallimento, accettò. La storia non era però finita, l'atteggiamento di continuo rilancio di Marchionne - dice Rattner che gli accessi d'ira (outburst) di Sergio erano diventati esagerati (extreme) - anche su altre parti dell'accordo (quali il problema della ristrutturazione della rete di vendita) riaprirono nella delegazione governativa una riflessione su un piano B: la Gm avrebbe acquisito la parte migliore della Chrysler ed il resto sarebbe stato liquidato, sia pure in modo ordinato.
Nel piano B vi sarebbe stato un sostanziale risparmio di denaro pubblico, circa 4,5 miliardi di dollari, e inoltre la Gm sarebbe diventata molto più profittevole, alzando in modo sostanziale il valore delle azioni e quindi anche il valore dell'investimento del Tesoro; problema che la recente offerta pubblica di titoli (IPO) della Gm mostra in tutta la sua ampiezza. I sostenitori di questa tesi la elaborarono in un vero e proprio piano con anche un calcolo delle perdite occupazionali che sarebbero state, a loro dire, solo di 35.000 unità in più - 60.000 contro 25.000 - rispetto al piano con la Fiat. Alla fine prevalse la linea dell'accordo con Torino, passando, come era previsto con la Gm, per un fallimento pilotato e con un sostegno del governo pari a 8,1 miliardi di dollari.
Dopo che la Chrysler fu messa nelle mani di Marchionne, iniziò il processo di ristrutturazione, processo che, a giudizio di Rattner, vide all'opera un Marchionne abile manager. Qui termina il suo racconto.
Fonte: il manifesto
A cura di Francesco Garibaldo

Più prezioso dell'oro: l'acqua!

martedì 5 aprile 2011

Stanchi di ricevere telefonate a scopo commerciale e di marketing?

Cos'è il registro delle opposizioni ?

Il registro delle opposizioni è un elenco a cui iscrivere il proprio numero di telefono se non si vogliono ricevere più telefonate pubblicitarie.

Il registro delle opposizioni è stato istituito con una legge del 2009 ed entra in funzione dal 1 febbraio 2011.

Se il proprio numero è presente in un elenco telefonico dal 1 febbraio 2011 sarà possibile per chiunque chiamarvi per scopi commerciali e promozionali.

Una volta iscritti nel registro delle opposizioni, nessuno potrà farvi telefonate pubblicitarie o promozionali solo perchè il vostro numero è su un elenco telefonico.

Come ci si iscrive al registro delle opposizioni ?

Dal 1 febbraio 2011 si può iscrivere al registro il proprio numero di telefono in cinque modi:

1 - telefonando (dal numero di telefono che si vuole iscrivere) al numero verde gratuito 800.265.265

2 - andando sul sito www.registrodelleopposizioni.it e compilando un modulo online.

3 - inviando una mail all'indirizzo: abbonati.rpo@fub.it.

Nella richiesta di iscrizione si devono indicare il numero telefonico da inserire nella lista e i dati anagrafici: nome, cognome, codice fiscale dell'abbonato.

Qui si può scaricare il modulo.

4 - via fax al 06.5424822

5 - inviando una raccomandata a:

Gestore registro pubblico delle opposizioni - abbonati
Uffico Roma Nomentano
Casella postale 7211
00162 Roma Rm

L'iscrizione al registro delle opposizioni è gratuita, a tempo indeterminato e revocabile.

lunedì 4 aprile 2011

Lo stato e la scuola Pubblica!

Piero Calamandrei
Ci siano pure scuole di partito o scuole di chiesa. Ma lo Stato le deve sorvegliare, le deve regolare; le deve tenere nei loro limiti e deve riuscire a far meglio di loro. La scuola di Stato, insomma, deve essere una garanzia, perché non si scivoli in quello che sarebbe la fine della scuola e forse la fine della democrazia e della libertà, cioè nella scuola di partito.

Come si fa a istituire in un paese la scuola di partito? Si può fare in due modi. Uno è quello del totalitarismo aperto, confessato. Lo abbiamo esperimentato, ahimè. Credo che tutti qui ve ne ricordiate, quantunque molta gente non se ne ricordi più. Lo abbiamo sperimentato sotto il fascismo. Tutte le scuole diventano scuole di Stato: la scuola privata non è più permessa, ma lo Stato diventa un partito e quindi tutte le scuole sono scuole di Stato, ma per questo sono anche scuole di partito. Ma c'è un'altra forma per arrivare a trasformare la scuola di Stato in scuola di partito o di setta. Il totalitarismo subdolo, indiretto, torpido, come certe polmoniti torpide che vengono senza febbre, ma che sono pericolosissime... Facciamo l'ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la Costituzione, non la vuole violare in sostanza. Non vuol fare la marcia su Roma e trasformare l'aula in alloggiamento per i manipoli; ma vuol istituire, senza parere, una larvata dittatura. Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di Stato in scuole di partito? Si accorge che le scuole di Stato hanno il difetto di essere imparziali. C'è una certa resistenza; in quelle scuole c'è sempre, perfino sotto il fascismo c'è stata. Allora, il partito dominante segue un'altra strada (è tutta un'ipotesi teorica, intendiamoci). Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private. Non tutte le scuole private. Le scuole del suo partito, di quel partito. Ed allora tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e di privilegi. Si comincia persino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole, perché in fondo sono migliori si dice di quelle di Stato. E magari si danno dei premi, come ora vi dirò, o si propone di dare dei premi a quei cittadini che saranno disposti a mandare i loro figlioli invece che alle scuole pubbliche alle scuole private. A "quelle" scuole private. Gli esami sono più facili, si studia meno e si riesce meglio. Così la scuola privata diventa una scuola privilegiata. Il partito dominante, non potendo trasformare apertamente le scuole di Stato in scuole di partito, manda in malora le scuole di Stato per dare la prevalenza alle sue scuole private. Attenzione, amici, in questo convegno questo è il punto che bisogna discutere. Attenzione, questa è la ricetta. Bisogna tener d'occhio i cuochi di questa bassa cucina. L'operazione si fa in tre modi: ve l'ho già detto: rovinare le scuole di Stato. Lasciare che vadano in malora. Impoverire i loro bilanci. Ignorare i loro bisogni. Attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private. Non controllarne la serietà. Lasciare che vi insegnino insegnanti che non hanno i titoli minimi per insegnare. Lasciare che gli esami siano burlette. Dare alle scuole private denaro pubblico. Questo è il punto. Dare alle scuole private denaro pubblico"


Piero Calamandrei - discorso pronunciato al III Congresso in difesa della Scuola nazionale a Roma l'11 febbraio 1950

lunedì 21 marzo 2011

Tutti gli incidenti nucleari e i malfunzionamenti di cui si è venuti a conoscenza

 (In Italia 7 in 11 anni)

1952 Chalk River (Canada). L'errore di un tecnico provocò una reazione che portò alla semidistruzione del nocciolo del reattore.

1952 USA. Un incidente con reattore Argon. 4 morti accertati.

1955 Febbraio, Atlantico. La nave appoggio Fori-Rosalie della Royal Navy affonda nell'Atlantico 1500 recipienti contenenti ciascuno una (1) tonnellata di residui atomici a 1.600 Km dalle coste inglesi e a 2.000 metri di profondità.

Ottobre 1957 Windscale (GB). Fusione del nocciolo (l'incidente più grave che possa accadere in una centrale). Il reattore viene inondato. Fuga di radioattività pari al 1/10 della bomba atomica di Hiroshima. La nube radioattiva arriva fino in Danimarca. La radioattività su Londra si eleva 20 volte oltre il valore naturale (Londra dista da Windscale 500 km). Il consumo di latte è vietato in un raggio di 50 km (ogni giorno vengono gettati 600.000 litri di latte).

1957 Sellafield (Gran Bretagna). Un incendio nel reattore dove si produceva Plutonio per scopi militari generò una nube radioattiva imponente. La nube attraversò l'intera Europa. Sono stati ufficializzati soltanto 300 morti per cause ricondotte all'incidente (malattie, leucemie, tumori) ma il dato potrebbe essere sottostimato.

1957 Kyshtym (Unione Sovietica). Un bidone di rifiuti radioattivi prese fuoco ed esplose contaminando migliaia di Kmq di terreno. Furono esposte alle radiazioni circa 270.000 persone.

1958 Usa. Un incidente a Oak Ridge: 12 persone investite dalle radiazioni.

1958 zona Urali (Urss). Catastrofe nucleare a causa dell'esplosione di un deposito di scorie radioattive. Centinaia di morti. Decine di migliaia di contaminati. Migliaia di km. ancora oggi recintati.

1961 Idaho (Usa). Esplosione del reattore: 3 morti. Non si sono contati gli intossicati dentro e fuori l'impianto. Il grado di contaminazione dei corpi dei deceduti risultò così alto che le teste e le mani furono tagliate e sepolte in un deposito di scorie radioattive. L'impianto è stato definitivamente chiuso.

1964 Usa. Incidente al reattore Wood River: (1) un morto.

1964 Garigliano (Italia). Guasto al sistema di spegnimento di emergenza del reattore. Si è andati vicino alla catastrofe.

1966 Belgio. Il fisico Ferdinand Janssen intossicato viene portato all'ospedale Curie di Parigi.

1966 Ottobre, Lagoona Beach (Usa). Alcune piastre di protezione si staccano e bloccano il circuito di raffreddamento del reattore auto-fertilizzante Enrico Fermi (61 Mw) per cui si ha surriscaldamento; il dispositivo di arresto automatico non funziona; il reattore riprende la sua attività soltanto nel 1970; e nel 1972 viene fermato definitivamente.

1967 Trino Vercellese (Italia). Fessurazione di una guaina d'acciaio di una barra di combustibile con conseguente chiusura della centrale per 3 anni. Per buona parte di questo tempo la centrale ha scaricato nelle acque del Po Trizio Radioattivo.

1967 Francia. Fusione di elementi combustibili nel cuore del reattore di Siloe (Grenoble). Ciò provoca la liberazione di Iodio 131 e Cesio 137 nell'acqua di raffreddamento del reattore. Si liberano gas radioattivi nell'aria.

1968 Den Haag (Olanda). Per un «errore tecnico» si libera nella centrale Up 2 del materiale radioattivo. La radioattività nell'aria della città supera di 100 volte i limiti «accettabili».

1968 Gennaio, Chooz (Belgio). Grave incidente nel reattore ad acqua leggera. La riparazione è durata 2 anni e 2 mesi. Nel 1970 il reattore è guasto di nuovo.

1968 Agosto,  Brenìllis (Spagna). La centrale si blocca completamente. La riparazione è durata 3 anni.

1968 Francia. Il reattore di Monts Arreé si arresta per un incidente. Periodo di riparazione: 3 mesi.

1969 Garigliano (Italia). Sette arresti alla centrale per guasti.

Febbraio 1969 Latina (Italia). Arresto alla Centrale di Latina per mancanza di alimentazione alla strumentazione. (A Marzo si avrà ancora un grosso guasto alla stessa centrale).

Gennaio 1969 Lucens (Svizzera). Dopo sole 7 ore di funzionamento si ha surriscaldamento con rottura di guaine ed infiltrazione di acqua contaminata nel sotterraneo. La grotta contenente la centrale è stata murata definitivamente.

1969 Germania. Per fessurazioni molteplici delle turbine il reattore Gundremmingen sul Danubio viene chiuso per 3 anni.

1969 Usa. Incendio nel reattore di Rocky-Flats. Durante l'incendio si perde Plutonio.

1969 Francia. Parecchi chilogrammi di Uranio vanno persi durante un incidente a Saint Laurent des Eaux. Le riparazioni durano parecchi mesi.

1970 Belgio. Altro incidente nel cuore del reattore di Chooz.

1970 Chicago (Usa). L'impianto Edison perde 200.000 litri di acqua contaminata.

1970 Usa. Il reattore da 600 Mw Dresden 2 sfugge completamente al controllo per 2 ore per un guasto ad una apparecchiatura di controllo.

1971 Den Haag (Olanda). Rottura di un tubo per il convoglia-mento di acqua radioattiva.

1971 Kansas. Si scopre che la miniera di sale scelta per lo stoccaggio delle scorie radioattive, al riparo dell'acqua, è piena di buchi e l'AEC (Ente USA per l'Energia Nucleare) è costretto a improvvisare dei piani di stoccaggio in superficie.
1971 Francia. Fournier rivela in «Charlie Hebdo» n. 14 che un tecnico del centro nucleare di Saclay ha tentato, due anni prima, di suicidarsi dando fuoco al laboratorio in cui lavorava.

1972 Francia. Due militanti del gruppo ecologico «Survivre et Vivre» scoprono che più di 500 fusti di residui radioattivi su 18.000 conservati all'aperto al centro di ricerche nucleari di Saclay, hanno larghe fenditure che lasciano così sfuggire la radioattività.

1972 Francia. Un operaio portoghese che non conosce i segnali di pericolo lavora parecchie ore in una sala irradiata del centro di Saclay.

1972 Francia. Ancora al centro di Saclay sfuggono dieci metri cubi di liquidi radioattivi.

1972 Usa. Due lavoratori nell'impianto di Surry muoiono per l'esplosione dei tubi di un sistema di sicurezza mentre ispezionano tubi già difettosi.

1973 Marzo, Chinon (Francia). Arresto definitivo della centrale nucleare di Chinon I, dopo soli 11 anni di funzionamento. Di fatto la centrale ha mosso le turbine per 43.000 ore, ossia per 5 anni.

1973 Hanford (Usa). La AEC ammette che nei 15 anni precedenti si sono verificati 15 incidenti in cui si sono liberati liquidi radioattivi per un totale di 1.600.000 litri.

1973 Settembre, La Hague (Francia). Fuga di gas radioattivo. 35 lavoratori sono contaminati di cui 7 gravemente.

1973 Settembre, Windscale (GB). Nell'officina di ritrattamento si ha un rigetto di radioattività. 40 lavoratori sono contaminati.

1973 Novembre, Hanford (Usa). Si ha la (17^) diciassettesima fuga di liquidi radioattivi. Gli accumuli di Plutonio in una fossa vicino alla città sono così grandi da rendere possibile una reazione a catena.

1973 Dicembre (Usa). Di 39 reattori, negli Usa, 13 sono fuori servizio. Brown's Ferry lavora al 10%, Peach Botton al 2%, Connec 2 al 20%.

1973 Den Haag (Olanda). 35 addetti agli impianti sono intossicati (7 in modo molto grave). Nubi di gas radioattivo si diffondono per 15 minuti sulla campagna.

1974 Usa. Da un'inchiesta risulta che più di 3.700 persone che avevano accesso ad armi atomiche hanno dovuto essere licenziate. Motivi: demenza, decadimento intellettuale, alcolismo.

1974 Sevcenko (Urss). Reazione tra il Sodio (usato come liquido refrigerante) e l'Acqua con generazione di Idrogeno e Soda Caustica (che a sua volta corrode il circuito di trasporto del fluido). Il risultato è una grossa esplosione.

1974 Aprile, (Austria). Qualcuno contamina volontariamente il treno Vienna-Linz con Iodio 131 e Iodio 113. Dodici (12) persone vengono ricoverate. Gli autori dell'attentato non sono mai scoperti.

1974 Maggio, Casaccia (Italia). Si spacca un recipiente contenente Plutonio. Non si sa altro.

1974 Maggio, (Usa). L'USAEC comunica che 861 anomalie si sono prodotte nel 1973 nei 42 reattori in funzione; che 371 avrebbero potuto essere serie e che 18 lo furono realmente (di cui 12 con fuga di radioattività).

1974 Usa. Una nube radioattiva di Trizio si forma per una fuga di gas da un condotto della centrale di Savannah Mirex, in Carolina. La nube va lentamente alla deriva ad una altezza di 70 metri.

1974 Francia. A 60 anni dall'avvio di una fabbrica di Radio, nonostante il suo smantellamento, si libera ancora una radioattività significativa. L'acquirente del terreno di Gyf-sur-Yvette sul quale la fabbrica è situata scopre in vari punti fonti radioattive che superano 50 volte la dose massima consentita.

1974 Belgio. L'acqua della condotta Visé, captata nel Pletron, contiene da 2 a 3 volte più Radon 22 (gas radioattivo) del massimo ammesso per una popolazione adulta vicina ad una centrale.

1975 Gennaio, Usa. Viene ordinata la chiusura di 23 reattori per guasti nel sistema di raffreddamento, vibrazioni anormali e piccole fughe di gas radioattivo.

1975 Germania. Il 19 Novembre muoiono 2 operai nel reattore di Gundremmingen. I due dovevano riparare una valvola. Escono 4 litri di vapore radioattivo ad una pressione di 60 atmosfere e ad una temperatura di 270°C.


1975, 22 Novembre, Italia. Due (2) navi americane, la portaerei J.F.Kennedy e l'incrociatore Belknap, a bordo della quale vi erano armi nucleari, (come testimonia l'allarme in codice 'broken arrow' che fu lanciato dal comandante della sesta flotta americana e che indica appunto un incidente che vede coinvolte armi nucleari) si scontrano al largo della Sicilia. La Belknap prese fuoco e fu gravemente danneggiata, ma l'incendio venne fermato a pochi metri dal magazzino che conteneva le armi atomiche.

1975 Marzo, Brown's Ferry (Usa). Per cercare correnti d'aria nella cabina di comando della centrale viene usata una candela che appicca il fuoco a tutti i cavi elettrici bloccando tutti i sistemi di sicurezza. Si riesce a rimediare fortunosamente (per un resoconto più dettagliato di questo grave incidente vedi il «Corriere della Sera» del 2/7/1977, p. 3.). Secondo il calcolo delle probabilità questo incidente può verifi-carsi in un caso su mille miliardi!

1976 Gennaio, Germania. Sempre a Gundremmingen la neve caduta in abbondanza spezza le linee elettriche che convogliano l'energia prodotta nel reattore. Questo, spento con la procedura d'emergenza, fu soggetto ad una tale pressione interna che le valvole di sicurezza si aprirono e liberarono vapore radioattivo.

1976 Windscale (GB). Il reattore contamina di Iodio 131 centinaia di miglia di territorio.

Ottobre 1976 Tallin (Urss). Salta in aria una centrale atomica sotterranea: almeno cento persone sono morte. Le autorità sovietiche negano ma dopo il 25 Ottobre, e per una settimana almeno, il quotidiano Russo ha pubblicato una decina di necrologi ogni numero (Per un resoconto più dettagliato di questo incidente vedi «Panorama» de 30/11/1976, p. 145.).

1977 Bulgaria. Nella centrale di Klozodiy, a causa di un terremoto, salta la strumentazione di controllo del reattore. Grazie ai tecnici che sono riusciti a fermare la reazione, l’Europa ha evitato conseguenze gravissime.

1977 Aprile, El Ferrol (Spagna). Fuga radioattiva. Più di 100 persone contaminate.

1978 Maggio, Caorso (Italia). Il giorno del collegamento della centrale con la rete elettrica (26 Maggio '78) si sono avute fughe limitate nel reparto turbine. Ci sono valvole che non tengono, strutture portanti, come i tiranti che sostengono i tubi del gas radioattivo, mal progettati con calcoli sbagliati.

1979 Three Mile Island, Harrisburgh, Usa. Il surriscaldamento del reattore provocò la parziale fusione del nucleo rilasciando nell'atmosfera gas radioattivi pari a 15000 terabequerel (TBq). In quella occasione vennero evacuate 3.500 persone.

1982 USA. Nella centrale di Giuna, uno dei tubi del sistema refrigerante sì fessura e scarica acqua bollente radioattiva.

1982 USA. Dopo l’incidente di Giuna si scoprono in altre sette centrali oggetti di metallo dimenticati nelle condotti. Molti impianti sono così fermati perché ritenuti poco sicuri.

1986 Chernobyl, Unione Sovietica. L'incidente nucleare in assoluto più grave di cui si abbia notizia. Il surriscaldamento provocò la fusione del nucleo del reattore e l'esplosione del vapore radioattivo. Si levò al cielo una nube pari a 12.000.000 di TBq di Materiale Radioattivo disperso nell'aria (per avere un'entità del disastro confrontate questo valore con i 15.000 Tbq del precedente incidente nucleare registrato nel 1979 a Three Mile Island negli Usa). Circa 30 persone morirono immediatamente, altre 2.500 nel periodo successivo per malattie e cause tumorali. L'intera Europa fu esposta alla Nube Radioattiva e per milioni di cittadini europei aumentò il rischio di contrarre tumori e leucemia. Non esistono dati ufficiali sui decessi complessivi ricollegabili a Chernobyl dal 1986 ad oggi.
Effetti delle radiazioni sprigionate dalla centrale di Chernobyl sui bambini

Effetti delle radiazioni sprigionate dalla centrale di Chernobyl sui bambini

1989 Finlandia. Avaria nel sistema di controllo nella stazione di Olkiluoto.

1990 Germania. Infiltrazione di tritio nella stazione nucleare di Kruemmel.

1991 Finlandia. Spegnimento manuale dovuto ad un incendio nella stazione di Olkiluoto.

1991 Germania. Incidente durante il rifornimento di carburante nella stazione di Wuergassen.

1992 Germania. Avaria nel sistema di raffreddamento nella centrale di Brunsbuttel.

1995 Germania. L'Alta Corte Tedesca decide che la licenza di attività concessa alla stazione di Mülheim-Kärlich è illegale, a causa della mancata considerazione, in fase di concessione, del rischio di terremoto nella zona.

1996 Germania. Un programma della TV Tedesca, Monitor, svela che la Siemens ha compiuto numerosi errori durante la costruzione della stazione di Kruemmel.

1997 Germania. 20.000 dimostranti si affollano presso il deposito di scorie radioattive di Gorleben per manifestare contro il trasporto di scorie nucleari.

1997 Germania. Un treno trasportante liquido nucleare deraglia di fronte alla stazione di Kruemmel.

1999, 8 Gennaio, Francia. Centrale di Cruas Meysse, 65 persone evacuate dopo che si sono accese le luci d’allarme radioattivo.

1999, 11 Marzo, Francia.  Centrale del Tricastin, un (1) contaminato.

1999, 16 Giugno, Russia.  Centrale di Seversk, 2 contaminati per fuga radioattiva.

1999,  23 Giugno, Ucraina.  Centrale di Rivno, principio incendio.

1999, 4 Luglio, Ucraina. Centrale di Zaporozhie (Ucraina), bloccato un reattore per precauzione.

1999, 12 Luglio, Giappone. Centrale Tsuruga, bloccato reattore per una perdita acqua.

1999, 17 Luglio, Ucraina.  Centrale di Cernobyl, 3 operai contaminati.

1999 Tokaimura, Giappone, 1999. Un incidente in una fabbrica di Combustibile Nucleare attivò la reazione a catena incontrollata. Tre persone morirono all'istante mentre altre 450 furono esposte alle radiazioni (119 in modo grave). La mattina di giovedì le autorità rivelano che, a causa di una fuoriuscita d’uranio, si è innescata una fissione incontrollata nel nocciolo del reattore. Alle 10:30 scatta l’allarme, alcuni operai sono stati contaminati in modo molto grave. Alle 12:41 la Polizia crea un 'cordone' intorno alla centrale, si capisce che l’incidente sta diventando più grave del previsto. Alle 15:18 alcune famiglie residenti nei pressi della centrale vengono evacuate. Alle 21:00 si tiene una riunione di emergenza e il governo comprende a questo punto la gravità dell’incidente; oltre 300000 persone invitate a stare in casa. Alle 24:00 la radioattività attorno e dentro all’impianto raggiunge livelli tra le 10 e le 20 mila volte superiore alla norma. Alle 02:30 del giorno seguente 18 tecnici operi nell’impianto accettano una missione da veri 'kamikaze', devono entrare nell’impianto per fermare la reazione a catena, ben consapevoli che, terminata la missione, non sarebbero più stati gli stessi. Alle 06:00 le autorità affermano che la radioattività è scesa a zero (0). Dopo si accerterà che è stato un errore umano, i tecnici stavano infatti trasportando, all’interno dell’edificio dove si tratta l’Uranio usato come combustibile nella vicina centrale nucleare, due barili di miscela di Uranio-Acido Nitrico (che venivano miscelati a mano, con un rudimentale imbuto, di 30 kg ognuno: questi sono involontariamente caduti terra ed essendosi miscelati, hanno innescato la reazione. I tecnici che hanno fermato la reazione sono all’ospedale in gravissime condizioni.

1999, 2 Ottobre, Ucraina. Centrale di Khmelitskaya, blocco del reattore per malfunzionamento.

1999, 4 Ottobre, Corea del sud. Centrale di Wolsong, 22 operai contaminati.

1999, 5 Ottobre, Finlandia. Centrale Loviisa, perdita di Idrogeno.

1999, 8 Ottobre, Giappone. Deposito di scorie a Rokkasho, fuoriuscita radiazioni.

1999, 20 Ottobre, Francia.  Superphenix, un incidente arresta lo scarico di materiale radioattivo.

1999, 27 ottobre, USA.  'I bambini statunitensi residenti vicino le centrali nucleari di New York, New Jersey e Florida hanno nei denti un 'radioisotopo' (lo Stronzio 90) che li espone ad un rischio tumore molto alto'. Così Ernest Sternglass, professore di radiologia all'università di Pittsburgh ha esordito nell'ultima conferenza stampa del progetto no-profit di 'radioprotezione e salute pubblica'. Lo sconcertante risultato è stato ottenuto dai ricercatori statunitensi che hanno analizzato 515 bambini residenti negli Stati di New York, New Jersey e Florida. I livelli di radioattività rilevata nei campioni, raccolti dal 1979 al 1992, erano molto vicini a quelli osservati a metà degli anni '50 quando Stati Uniti e Unione Sovietica, in piena guerra fredda, si dilettavano negli esperimenti con le armi invisibili. Secondo i responsabili del progetto i livelli di radioattività dovevano invece essere scesi intorno allo zero. 'Se gli esperimenti nucleari sia di superficie, sia sotterranei sono effettivamente terminati, i primi sospetti cadono sui reattori nucleari e sui relativi incidenti', ha detto Sternglass, che ha aggiunto: 'II mondo è troppo piccolo per gli incidenti nucleari'. I responsabili del progetto attribuiscono parte di questa radioattività al disastro avvenuto nel 1979 a Three Mile Island e a quello di Chernobyl nel 1986. Ci sono documenti federali che testimoniano la fuga nucleare dal reattore di Suffolk (New York) nei primi anni '80.

1999, 18 Novembre, Scozia. Centrale di Torness, un tornado precipita a meno di 800 metri dall’impianto.

1999, 13 Dicembre, Russia. Centrale Zaporozhe, fermato reattore.

2000, 5 Gennaio, Francia. Centrale di Blayais, una tempesta costringe a fermare 2 reattori per allagamento.

2000, 15 Febbraio, USA. Reattore Indian Point 2, fuga vapore radioattivo.
 
2001 Germania. Esplosione di una parte dell'impianto di Brunsbuettel.

2004, 9 agosto, Giappone. Nel reattore numero 3 nell’impianto di Mihama, 350 chilometri a ovest di Tokyo, una fuoriuscita di vapore ad alta pressione, con una temperatura superiore ai 200 gradi, è costata la vita a quattro (4) operai. Altri sette operai sono in condizioni molto gravi. Si è trattato del più tragico incidente nella storia dello sfruttamento dell'energia nucleare a fini civili in Giappone. L’azienda Kansai Electric Power, che gestisce la centrale, si è affrettata a comunicare che : 'Non c’è stata contaminazione radioattiva!'.

2004, 9 agosto, Giappone. altra centrale non precisata. A quanto ha riferito l'agenzia Kyodo, le fiamme sono divampate nel settore dove vengono smaltite le scorie, adiacente al reattore numero 2, in un impianto situato nella prefettura di Shimane. Anche in questo caso non c’è stata alcuna fuga radioattiva...

2004, 9 agosto, Giappone. Incidente nella centrale nucleare della Tokyo Electric Power Company (Tepco), la più grande impresa produttrice di energia in Giappone. La società ha comunicato che il generatore dell’impianto di Fukushima-Daini è stato fermato per una perdita di acqua.

2006, Fleurus (Belgio) Causò gravi effetti sulla salute di un lavoratore di un impianto radiologico commerciale in seguita a un'elevata dose di radiazioni assorbite.

2011 (in corso), Fukushima (Giappone) A seguito del grave terremoto dell'11 marzo 2011, l'unità 1 della centrale nucleare di Fukushima Daiichi, dopo circa 24 ore dall'evento, durante una scossa di assestamento, ha registrato una esplosione con fuoriuscita di fumo bianco, presumibilmente idrogeno rilasciato dal liquido di raffreddamento in condizioni di alta temperatura e pressione, con conseguente dispersione di materiale irradiato all'esterno, e crollo del tetto di un edificio di servizio, non ospitante il reattore. Il 13 marzo si è verificata una analoga esplosione all'unità 3. Nella mattina del 15 marzo, dopo numerosi allarmi riguardanti la mancata ricopertura delle barre del reattore dell'unità 2, si è verificata una esplosione che ad una prima indagine potrebbe aver danneggiato il rivestimento esterno del nucleo, rimasto intatto nelle unità 1 e 3. Anche le 4 unità della centrale di Fukushima Daini, situata a 11 km dall'altra, e che erano in funzione al momento del sisma, sono state spente automaticamente dai sistemi di sicurezza, ma il malfunzionamento degli impianti di raffreddamento dei reattori ha provocato una situazione di allarme, di grado inferiore in quanto senza rilascio di radioattività all'esterno degli impianti. L'incidente è stato catalogato di 6° livello dall'Autority francese per la sicurezza nucleare.
Fonte: miste

lunedì 14 febbraio 2011

ANCORA ATTACCHI AI CONTRATTI NAZIONALI

“DETASSAZIONE 10%” BUSTE PAGA PIÙ LEGGERE!

Con cui si danno indicazioni riferite alle modalità con cui effettuare nel 2011 la detassazione (aliquota al 10%) delle cosiddette “componenti accessorie della retribuzione corrisposte in relazione ad incrementi di produttività”.
La norma comporta non poche novità rispetto a quanto previsto negli anni precedenti
(2008/2009/2010) in quanto la concessione della agevolazione è riconosciuta esclusivamente agli istituti e a retribuzione erogata in attuazione di accordi o contratti collettivi territoriali o aziendali, escludendo dalla detassazione gli emolumenti premiali corrisposti sulla base di accordi o contratti collettivi nazionali di lavoro.
Si configura quindi con queste disposizioni un nuovo inaccettabile attacco alla contrattazione nazionale, instaurando per questa via una dubbia innovazione sulla gerarchia delle fonti del diritto tra CCNL e contrattazione aziendale, e determinando condizione di esclusione e discriminazione per tutti quei lavoratori la cui prestazione sia regolata dal solo contratto nazionale.
Infatti, secondo quanto disposto dalla circolare in oggetto per il 2011 i lavoratori che effettueranno, lavoro di notte, straordinari, lavoro festivo, lavoro supplementare e lavoro a turni ai sensi di quanto normato dai rispettivi CCNL, non potranno vedersi detassata la quota di retribuzione relativa a queste prestazioni, mentre coloro che effettueranno le stesse prestazioni a seguito di accordi aziendali avranno la tassazione agevolata fino al tetto dei €6.000 ( come lo scorso anno) e fino ad un livello di reddito annuo pari a € 40.000 ( con un incremento di € 5.000 rispetto al tetto dello scorso anno).
La circolare inoltre inserisce altre due insidiose “innovazioni”, che contribuiscono ad indebolire ulteriormente il sistema contrattuale vigente e a subordinare la cogenza del CCNL a quella della contrattazione decentrata, di tipo territoriale e/o aziendale.